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Foto dalla Pinacoteca

Man - acrilico su tela - 2000
Man - acrilico su tela - 2000

Family Pride Torino 2013

Torino ha inaugurato ieri il mese dei Pride. Moltissima gente per quello che è stato chiamato Family Pride perché la famiglia, appunto, era il nodo centrale della manifestazione di quest’anno, il riconoscimento di tutte le famiglie omosessuali esistenti ma ignorate dallo Stato Italiano.
L’allegra carovana, che vedeva in apertura il magnifico trenino delle famiglie arcobaleno, ha inondato di musica, colori ed allegria le vie di Torino, composta dalla variopinta razza umana etero, omo, trans e bisessuali, con un unico obiettivo far sentire la propria voce ed essere orgogliosi di ciò che si è, una grande manifestazione per una grande città che ha visto la gente accogliere con sorrisi, anche qualche sguardo perplesso a dir la verità, i partecipanti a questa parata.inflatable bouncers canada

L’atmosfera di gioia e di benessere che si prova in queste manifestazioni è sempre palpabile e rende questi eventi unici ma, per fortuna, ripetibili.
Ricordiamo che la settimana prossima sarà la volta di Vicenza e Barletta, mentre tra due settimane ci sarà il Pride Nazionale di Palermo che purtroppo non ci vedrà presenti.
Curiosità invece per il pride di Milano, che si terrà il 29 giugno, che ha scelto di tornare ad uno stile sobrio rinunciando ai carri, per un più piena rivendicazione politica. Noi ci saremo a seguire questo evento, voi volendo potrete scegliere tra Napoli, Cagliari, Catania e Bologna!!
Buon Pride a tutti!!

Un Pride per ogni città!

Si avvicina giugno e come è ormai tradizione consolidata nel Regno Italica ci si prepara a fare un pride in ogni città, provincia, quartiere o abitazione che sia!
Le posizioni su questo proliferare di Pride da nord a sud sono divise, da una parte c’è chi plaude a questa voglia di scendere in piazza che è sempre più presente e pressante in ogni parte d’Italia mentre dall’altra c’è chi vede questa frammentazione come penalizzante perchè porta a tanti micropride che la stampa e la politica ignorano bellamente, questi ultimi preferirebbero una grande manifestazione che avesse un maggiore impatto sulla società e di conseguenza sull’opinione pubblica.
Vediamo nel dettaglio quali e quanti sono i pride che si svolgeranno quest’anno, almeno quelli di cui abbiamo notizia, iniziando da quello che ufficialmente è il Gay Pride Nazionale 2013 cioè quello di Palermo, città dove nacque l’Arcigay poi spostata a livello nazionale a Bologna.Gonflable vert et blanc Arc

La parata del Palermo Pride avrà luogo il 22 giugno ed è preceduta da tutta una serie di iniziative di cui potete trovare informazioni sul sito ufficiale, questo è il gay pride più a sud d’Italia e d’Europa è per la prima volta in terra siciliana, a livello di pride nazionale ovviamente, ricordiamo anche che da diversi anni si svolge abitualmente il gay pride di Catania e che un gay pride regionale aveva già avuto sede a Palermo negli anni passati..
Ricordiamo, inoltre,  che sempre a Palermo dal 31 maggio al 6 giugno avrà luogo la terza edizione del Sicilia Queer Filmfest. Leggi il resto di questo articolo »

The Parade – La Sfilata

L’attesa è stata lunga ma dopo un anno, grazie alla coraggiosa Cineclub Internazionale Distribuzione, dal 9 maggio sarà possibile ammirare nelle sale italiane il film The Parade – La Sfilata, vincitore del premio del pubblico a Berlino 2012 ed al Festival GLBT di Torino 2012, dove avevamo già avuto modo di apprezzarlo.
Una scelta in contro tendenza quella della piccola Cineclub Internazionale Distribuzione che speriamo possa vedere premiato il coraggio dimostrato da una folta presenza di pubblico. Controllate i cinema della vostra città e se lo vedete in programmazione correte a vederlo non rimarrete affatto delusi .

 

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Malattia e terza età dominano il 28° Festival GLBT ” Da Sodoma a Hollywood” di Torino

Le giurie hanno ragioni che la mente non può comprendere, in questo caso, più che la mente, le ragioni non le può comprendere il cuore, comunque non staremo a sindacare le scelte effettuate dalle giurie di qualità in questa edizione del festival ma prima di rendervi conto delle scelte effettuate un breve resoconto dei film visti in questa ultima giornata.

Il primo film della giornata è stato il documentario Born this way girato in Camerun ci fa conoscere la situazione in cui vivono i gay camerunensi in uno Stato in cui l’omosessualità è reato secondo l’articolo 347/bis e comporta pene da 3 a 5 anni di carcere.  Ascoltiamo le testimonianze delle violenze subite, delle minacce di morte a cui sono soggetti gay e lesbiche camerunensi  che possono contare sul supporto di un associazione e sulla presenza  dell’avvocato Alice Nkom che da assistenza legale e combatte per la depenalizzazione del reato di omosessualità in un paese nel nome di Dio si vorrebbero inasprire le pene e portarle da 5 a 15 anni di prigione.  Il documentario ci fa percepire la paura e le condizioni in cui versano gli omosessuali  in quel paese e contemporaneamente ci fa arrivare la loro voglia di essere felici ma non emigrando ma rimanendo nel loro paese a combattere per ottenere i diritti che gli spettano.

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Penultima giornata del Torino GLBT Film Festival!

Siamo quasi al termine di questa manifestazione che pur se quantitativamente ha visto meno film qualitativamente non ha perso. La giornata ci ha presentato gli ultimi due film in concorso Will You Still Love Me Tomorrow? e Boven is het stil, due documentari Paul Bowles: The Cage Door is Always Open e I Am Gay and Muslim ed il making of del film libanese Out Loud che vedremo oggi.
Il pomeriggio è stato all’insegna dei documentari, partiamo dal primo Paul Bowles: The Cage Door is Always Open in cui viene rivissuta la vita di Paul Bowles compositore e scrittore, è l’autore del libro Il Tè nel deserto da cui Bertolucci ha tratto l’omonimo film, omosessuale si sposa con la scrittrice lesbica Jane Auer, un uomo che cercò il più possibile di vivere lontano dal centro della scena, da New York si trasferirà a Parigi alla corte di Gertrude Stein e da lì poi troverà il suo rifugio a Tangeri. Nella città africana andranno a trovarlo riconoscendogli lo status di maestro personaggi della beat generation come Ginsberg, Keoruac e Burroughs oltre che scrittori del calibro di Williams e Vidal wholesale inflatable water slides. Il documentario che fa ampio uso delle testimonianze dirette sia dello stesso Bowles che di amici e parenti è lungo e monotono anche perché perde per strada il suo obiettivo trasformandosi in una sorta di mistery sulla pazzia e morte della moglie di Bowles, peccato perché se è vero che il regista ha impiegato 14 anni per realizzarlo avrebbe potuto sfruttare meglio questa occasione. Leggi il resto di questo articolo »