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Foto dalla Pinacoteca

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Alan, Nimr, Roy e gli altri ragazzi della quinta giornata del festival

Il sole è giunto a Torino per questa quinta giornata festivaliera, il volteggiare di sala in sala odierno ci ha permesso di vedere un documentario Codebreaker, tre film in concorso Alata, Joshua Tree, 1951: A portrait of James Dean e White Frog e gli ultimi sette cortometraggi in concorso.
Alle 14.15 nella sala Massimo 2 abbiamo potuto apprezzare il documentario Codebreaker, ricostruzione della vita di Alan Turing attraverso le testimonianze di parenti, collaboratori e studiosi delle sue opere. Documentario molto ben costruito che ci fa conoscere il suo geniale apporto alla nostra civiltà, fu, infatti, lui che gettò il seme per la realizzazione del computer pensando per primo al codice binario per dare istruzioni ad una macchina, fu uno dei primi a teorizzare l’intelligenza artificiale, trovò il modo di decifrare i messaggi criptati dei tedeschi, in particolare quelli della marina, durante la seconda guerra mondiale dando un decisivo apporto alla vittoria finale, diresse poi le sue attenzioni alla biomatematica ed altro ancora ma siccome omosessuale nel 1952 fu condannato dal governo inglese alla castrazione chimica, una riduzione della libido attraverso la somministrazione di estrogeni femminili con ripercussioni anche sulla concentrazione ma soprattutto con ripercussioni sulla sua fiducia nelle istituzioni Aufblasbare Hüpfburgen. Nel 1954 Alan Turing si suiciderà con una mela avvelenata, in omaggio a Biancaneve, e solo nel 2009 il governo inglese si scuserà con Turing pubblicamente, scuse tardive. Un buon documentario realizzato con testimonianze, materiale di archivio ed una ricostruzione filmica degli incontri dello scienziato con lo psicologo ed amico Gustav Guttmann. Leggi il resto di questo articolo »

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Balla coi Mostri – Quarta Giornata del Festival GLBT di Torino!

Sono sempre più presenti in questo festival i problemi adolescenziali, e non solo, della scoperta di se stessi, dell’accettazione e di problemi che si da per scontato non ci siano più nelle nuove generazione e che invece sono più presenti e radicati che mai, è vero che i giovani hanno più coraggio nell’affrontare se stessi ma è anche vero che sono anche più fragili di prima, questo il quadro odierno che ci sentiamo venir fuori dai film visti.
Il nostro peregrinare ci ha visto costantemente nella sala 1 del cinema Massimo a visionare tre film in concorso Five Dances, Jack and Diane e Monster Pies ed il film a sorpresa del Focus Mezzaluna Rosa Yoggi, è ancora presto e mancano ancora diversi film in concorso ma ci sentiamo di dire che Five Dances è tra i candidati alla vittoria finale così come Monster Pies, a nostro giudizio inferiore al precedente, può ambire al premio del pubblico e/o al Queer Award.
Five Dances di Alan Brown già presente al festival di Torino lo scorso anno, fuori concorso, con il bel Private Romeo ambientato all’interno di un’accademia militare, con Five Dances invece ci spostiamo dentro una sala prove di danza, saranno pochissime le scene all’esterno di questo ambiente, per seguire le prove di uno spettacolo di danza che cinque ballerini stanno preparando, il film si divide in cinque momenti ed un preludio i cui momenti iniziali sono scanditi da coreografie.
Personaggio principale della vicenda è Chip, Ryan Steele, diciottenne, bravissimo ballerino che ha alle spalle una famiglia difficile con una madre che vuole costringerlo ad abbandonare il suo sogno, le sue paure, il suo venir fuori dal bozzolo di insicurezze saranno il centro dell’azione che vedrà anche gli altri membri del corpo di ballo affrontare e risolvere le proprie paure. Leggi il resto di questo articolo »

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Il sesso degli angeli e dei preti nella terza giornata del Festival GLBT di Torino!

L’amore, la scoperta, il razzismo, l’odio religioso sono tra i temi visti in questa giornata festivaliera, che oggi si è dipanata tra due film in concorso, lo spagnolo El sexo de los ángeles ed il polacco W imię… , la seconda tranche di cortometraggi in concorso ed il film, del Focus Mezzaluna Rosa, Mixed Kebab.
El sexo de los ángeles è la storia di un menage a trois, film utopico che vede l’amore resistere al tradimento e volare verso nuove dimensioni. Abbiamo una coppia di ragazzi, Bruno e Carla, in cui lui tradisce lei con un lui, Andy, ma non per questo sente venire meno il suo amore verso di lei anzi lo sente rafforzato, Carla proverà ad accettare la nuova situazione che si è venuta a creare ma inizia a sentire un’attrazione verso Andy. Un gioco di innamoramenti che ci fa superare le barriere mentali a cui siamo abituati. Il regista per questo film si è ispirato alla realtà che lo circonda ed al coraggio con cui i ragazzi moderni affrontano i loro sentimenti. Bravi gli attori, anche se un po’ troppo lacrimevole il ruolo di Carla, bella come sempre e sotto qualsiasi angolatura la si guardi Barcellona. Un film gradevole, sicuramente non un capolavoro, la cui caratteristica migliore è la freschezza con cui i ragazzi agiscono e interpretano i loro ruoli Oppblåsbare slott.
Mixed Kebab, Io sono Ibrahim e sono turco, Io sono Bram e sono belga, Io sono gay… così inizia Mixed Kebab un film ambientato ad Anversa all’interno della comunità turca e musulmana in cui si mischiano fin troppe cose, l’omosessualità, la criminalità, il terrorismo, dando un immagine che a volte sembra persino eccessivamente negativa di tutto il mondo islamico e turco in particolare, certo non mettiamo in dubbio le intenzioni del regista commercial inflatable giant slides, ma è possibile che non vi sia un solo personaggio positivo in tutta la comunità turca? Neanche il protagonista è del tutto positivo infatti per arrotondare lo stipendio di cameriere spaccia cocaina. Partiamo dalla storia principale quella di Bram con il giovane Kevin che va dai primi approcci all’amore che sboccia tra i due durante il viaggio in Turchia in cui Bram dovrà conoscere la sua futura sposa, la cugina Elif, ma durante i loro incontri nell’hammam vengono fotografati dal cameriere che a sua volta è innamorato di Elifbouncy castle canada. Leggi il resto di questo articolo »

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Seconda giornata festivaliera

Il maltempo sta accompagnando l’inizio di questo festival anche se non fa desistere gli spettatori, infatti, si registrano file lunghissime all’ingresso al Cinema Massimo per tutte e tre le sale, complice anche un’organizzazione che non riesce ancora a gestire al meglio l’accesso alle sale, lasciando gli spettatori a far la fila sotto la pioggia ed al freddo.
In questa giornata abbiamo iniziato il nostro girovagare all’interno del programma alla ricerca del miglior itinerario possibile, le scelte di oggi sono cadute sul Focus Mezzaluna rosa che presentava un cortometraggio ed un documentario, sui film di Travis Mathews e James Franco, sul Focus Bullismo e sui cortometraggi in concorso Australia.
Andiamo con ordine, il focus mezzaluna rosa, il cortometraggio Berlin Angels non si capisce dove voglia andare a parare apre molte finestre, il mondo sadomaso, la guerra in Afghanistan, l’amore, la religione, ma non sviluppa niente, rimanendo incompleto ed inconsistente. Leggi il resto di questo articolo »

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Chi ben comincia…

Inaugurazione del 28° Festival GLBT “Da Sodoma ad Hollywood” andata.
Senza infamia e senza gloria la serata inaugurale del Festival, i soliti ritardi, le solite battute, le solite gaffe, il tutto una sala 1 del Cinema Massimo che si rivela troppo piccola per l’importanza ed il seguito che ha questa manifestazione.
Ospiti della serata la madrina del Festival Giuliana De Sio, sempre molto frizzante e briosa, ed il cantautore Roberto Casalino, più note le sue canzoni che lui è, infatti, autore di  Novembre cantata da Giusy Ferrero, Cercavo l’Amore interpretata da Emma Marrone, altra interprete di sue opere è  Nina Zilli, Per Sempre, e sua inoltre la canzone vincitrice del recente Festival di Sanremo cantata da Marco Mengoni, L’illusione, dopo averle ascoltate cantate dalla sua voce capiamo perché alcuni cantanti rimangono autori. Presente anche quest’anno il Sindaco di Torino Piero Fassino, presentate infine le giurie tra i quali spiccano i nomi di Lidia Ravera, Piergiorgio Paterlini, Vladimir Luxuria ed il presidente della giuria Travis Fine, autore del film d’apertura del Festival.
One Day Now è il film con cui è iniziato questa edizione della rassegna, tratto da una storia vera, il copione di questo film è arrivato a Travis Fine che ne ha visto la bontà ed ha chiesto ed ottenuto di poterlo realizzare.
La storia è quella di Rudy, una Drag Queen, che incontra l’uomo della sua vita, Paul un vice procuratore distrettuale, e soprattutto un ragazzo, suo vicino di casa, che cambierà la loro vita, Marco è un ragazzo down la cui madre viene arrestata perché drogata. Dopo averne ottenuto la custodia temporanea dalla madre i tre iniziano a vivere insieme nella casa di Paul, qui il ragazzo è finalmente amato, curato e seguito nelle sue attività ma quando il procuratore, il capo di Paul, scopre che il suo vice è omosessuale e vive una relazione con Rudy si adopererà per far in modo che la custodia gli venga tolta custodiaInflatable Obstacle. Leggi il resto di questo articolo »

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