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Foto dalla Pinacoteca

Omaggio a Tom - 2000
Omaggio a Tom - 2000

Vince il 27° GLBT Torino Film Festival….

… un attimo quanta curiosità, prima una rapida carrellata sui film della giornata!

“Matthew Bourne’s Swan Lake 3D”, bellissimo balletto in una versione riveduta e corretta dal bravo coreografo Matthew Bourne, per fortuna è stata aggiunta questa visione altrimenti, visti gli impegni istituzionali del sabato, non avremmo goduto di questo splendore. Così come tutti gli spettacoli teatrali va assolutamente rivisto dal vivo!

“Detlef” Unico documentario da noi visionato in questa rassegna, utile per la memoria, si ricordano, attraverso il protagonista, gli anni in cui nacquero i primi movimenti gay in Germania. Non ci ha colpito particolarmente.

Westerland

“Westerland”, il regista prova una sorta di autocompiacimento a mostrarci quanto è bravo nelle inquadrature ed a farci vedere i bellissimi panorami dell’isola di Sylt, inquadrature lunghissime, silenzi e rumori di fondo, per i critici sarà un capolavoro, per chi lo guarda serve a conciliare il sonno, c’era qualcuno che russava in sala, ma come dargli torto!

“Let My People Go!”, ultimo film visto nella giornata, assolutamente trascurabile, una commediola francese molto leggera, unica nota degna di riguardo è la presenza della sempre grande Carmen Maura!

Cerimonia di premiazione!

The Lesson

Gli ospiti della serata, condotta da Giancarlo Judica Cordiglia, sono stati il gruppo torinese, per noi sconosciuto, “I Moderni” pare partecipante a qualcuno di questi talent, e sorvoliamo sul significato di talent, show, hanno canticchiato un paio di canzoni e sono andati via, poi è stata la volta di Alessandro Cecchi Paone che presentava il suo libro sull’omosessualità nel mondo dello sport, “Il campione innamorato, giochi proibiti nel mondo dello sport”, la cui prefazione di Cesare Prandelli, allenatore della Nazionale di calcio, ha suscitato tanto scalpore.
Ma andiamo ai vincitori, per la sezione cortometraggi vincono i giapponesi ottiene, infatti, il premio del pubblico  “Tsuyako” di Mitsuyo Miyazaki, mentre il premio della giuria va a “The Lesson” di Paul Metz con la seguente motivazione: «Una piccola, grande lezione sul linguaggio universale dell’amore, e la dimostrazione di quanti miracoli sia ancora in grado di compiere. Ed è bello che ci venga ricordato che “Se ami qualcuno glielo devi dire, anche quando dai per scontato che lo sappia».

Premio miglior documentario del pubblico a “Call Me Kuchu” di Malika Zouhali-Worral e Katherine Fairfax Wright, il premio della giuria è invece andato a “Trans” di Chris Arnold con la seguente motivazione: «Perché affronta un tema che sempre più affiora nella sua drammaticità, portandolo fuori dall’ombra e rappresentandolo con una efficace varietà di testimonianze, con un ritmo intenso e illuminato da una fotografia assai curata».

Premio Queer Award, istituito quest’anno, andato a “Mosquita y Mari” di Aurora Guerrero con la seguente motivazione: «Per la sensibilità e l’intimità con cui la regista tratta un momento così delicato della vita di un’adolescente, il primo amore. Partendo dalla sua esperienza personale, riesce a raccontare una storia universale».

A Novela das 8

Premio miglior lungometraggio del pubblico è andato a “Parada” di Sđrjan Dragojević mentre quello della giuria a “A novela das 8” di Odilon Rocha con la seguente motivazione: «Per aver trovato il giusto equilibrio nel raccontare la storia di un paese che vive il dramma della dittatura ma sogna con la televisione, per avercelo mostrato con uno stile che recupera le strategie estetiche di Fassbinder e Almodòvar, per averci suggerito che la vita non è una telenovela e che ciascuno ha il dovere di lottare per la propria libertà».

Parada

Rimane “Parada” il più bel film del festival a dispetto di una giuria, forse poco coraggiosa, che ha scelto di premiare sicuramente uno bel film, fatto bene e con attori molto bravi, ma che rimane quello meno GLBT del festival,   sicuramente avrebbe meritato una menzione speciale ma non la vittoria, magari avrà influito il fatto che “Parada”, vista la calorosissima acconglienza avuta, avrebbe vinto il premio del pubblico o magari, come commentano i maligni, ha influito il fatto che si sarebbe potuto dare il premio direttamente al regista, unico presente tra tutti i premiati.

Sui cortometraggi ed i documentari non ci esprimiamo non avendo visto quelli premiati dalla giuria.

Le luci si spengono, si prepara la carrozza e si ritorna nelle nostre amate terre di Vitagaja. Al prossimo anno!

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